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Viaggio trasversale in una terra misconosciuta

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Arte

“Nicò bijoux”, quando arte e tradizione si fondono [English version below]

La Calabria, fu sotto il dominio bizantino anche dopo il crollo dell’impero romano d’occidente, nel 500. Questo popolo lasciò un’eredità profonda nella nostra regione, così come nelle altre aree su cui mantenne il proprio dominio. Una delle tracce della civiltà bizantina è l’arte della seta, un’attività profondamente legata all’identità storico-culturale dei calabresi.

La Calabria fu una delle prime regioni in cui fu introdotta la lavorazione della seta nel VI secolo ed essa si sviluppò al punto da fare concorrenza alla Siria e alla capitale Costantinopoli.

Ha origini bizantine anche la lavorazione della ceramica con l’ingobbio, una particolare tecnica “decorativa” a graffio, con cui viene ornata.

Voglio mostrarvi un video che parla della magica fusione tra queste due arti che affondano le loro radici nel passato millenario della Calabria bizantina. “Nicò” è una collezione di gioielli che fonde l’eleganza della seta con la storia della ceramica e nasce dalla collaborazione tra “Nido di Seta” e Decò art. I bijoux firmati Nicò sono rigorosamente eseguiti a mano secondo un processo che va dall’allevamento dei bachi alla trattura della seta, dalla sua torcitura alla sua tintura. Le perle di ceramica sono create, dipinte e decorate a mano, una per una.
I gioielli sono acquistabili presso l’atelier del Museo della Seta di San Floro e nella bottega Decò art di Squillace. Si effettuano anche vendite on line e spedizioni in tutto il mondo.

La nascita dei gioielli Nicò è uno splendido esempio di fusione tra esperienze diverse accomunate dal filo della tradizione storica.

Un processo che potrebbe essere alla base di un cammino di valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale di questa terra. Cammino che, accompagnato dalla presa di coscienza della collettività, deve partire dal basso.

 

 “Nicò jewels”, when art and tradition combine

Calabria was part of the byzantine kingdom also after the collapse of the roman empire. This people left a deep heritage in our region, such as in the other areas under its domination. One of the evidences of the byzantine civilization is the art of silk, an activity deeply related to the historic, cultural identity of calabrians.

Calabria was one of the first regions where silk working was introduced, in VI century and it developed enough to compete with Siria and with the capital Constantinople.

Even the ceramic working has byzantine origins and so is for engobes, a particular “decorative” scraping technique, it is adorned with.

I want to show you a video about the magic fusion between two arts wich belong to the millenarian past of byzantine Calabria.

“Nicò” is a collection of jewels that combines the silk elegance with the history of ceramic and it is born from the collaboration between “Nido di seta” and “Decò art”. Nicò jewels are handmade with a process that goes from the silk worms growing to the reeling of silk; from its twisting to the dyeing. Ceramic pearls are handmade, hand-painted and hand-decorated.

This jewels are sold in the atelier of the San Floro Silk Museums and in the Decò art shop in Squillace. They are also sold on line and can be sent all around the world.

The creation of these jewels i san amazing example of fusion among different experiences which have in common the thread of historical tradition.

This is a process that could be the basis of a route of valorization of the huge cultural heritage of this land. A way that should be accompanied by a general acknowledge and should start from the bottom up.

Angela Rubino 

 

 

 

“Taranta e dintorni”, il borgo di Squillace brilla di storia, arte e folclore [English version below]

Tra mito, storia e folclore, ecco che l’estate calabrese offre uno dei suggestivi viaggi tra presente e passato, dove è possibile riscoprire la magia di un borgo, come Squillace, dove dal 2010 si svolge l’evento “Taranta e dintoni”, curato dall’associazione “Aggregazioni” con l’intento di “creare un’occasione unica per poter vivere due giornate (13 e 14 agosto) indimenticabili tra i colori della danza, la gioia della musica, il fascino dell’arte e la tipicità dei prodotti locali”.

Squillace è un borgo le cui origini si perdono nel lungo trascorrere del tempo. La leggenda narra che fu Ulisse a fondarla, quando in ritorno da Troia approdò, dopo una tempesta, in una zona pianeggiante tra il fiume Corace e il fiume Alessi.

Un’atmosfera densa di magia e mistero pervade i vicoli dell’antico centro urbano, che grazie a “Taranta e dintorni” si tingono dei colori delle antiche danze calabre. I tamburelli e le fisarmoniche suonano un ritmo trascinante e le danzatrici trasmettono il loro sapere a chi voglia cimentarsi. I maestri della ceramica raccontano il loro antico mestiere, accogliendo gli avventori nelle loro suggestive botteghe, ricche di opere realizzate con una perizia che affonda le sue radici nella civiltà bizantina.

E dopo una visita all’imponente cattedrale, ai musei e alle mostre allestite per l’occasione, si sale su, verso il maestoso castello normanno che domina dall’alto della collina.

Nei pressi dell’antico maniero si trovano gli stand di prodotti enogastronomici, il cui sapore dolce ed intenso rimanda al sole delle campagne Calabresi. E infine il palco, allestito nella piazza di fronte al castello, dove il 13 agosto si sono esibiti gli “Skunchiunuti” e i “Mascarimiri” e nella serata successiva i “Musicanti del vento” e gli “Etnosound”.

Sonorità, ritmi e ballate profondamente legati alle radici della gente calabra, che hanno accompagnato allegri momenti di danza e aggregazione tra il folto pubblico presente.

Visitare queste manifestazioni, che si svolgono un po’ ovunque in Calabria, significa riscoprire il fascino più autentico di questa terra dal passato millenario.

Una regione, la Calabria, la cui storia riecheggia nei libri di scuola senza fare rumore, le cui bellezze restano inesplorate e i tesori sepolti tra inconsapevolezza e inettitudine.

Tuttavia qualcosa sta cambiando e nei giovani e negli intellettuali si scorge una voglia di rivalsa che si spera sarà alla base di un nuovo, grande movimento di rinascita.

 

“Taranta and surroundings”, the village of Squillace glows history, art and folklore

Calabrian summer offers suggestive journeys among mith, history and folklore, where you may discover the magic of a village  like Squillace. Here, since 2010, the event “Taranta and surroundings” takes place. It is curated by the association “Aggregazioni” and aims to “create a unique occasion to live two unforgettable days (13 and 14 August) among the colors of dance, the joy of music, the charm of art and the local products typical taste ”.

Squillace is an ancient village whose origins are lost in the mists of time. The legend tells that it was founded by Ulixes returning from Troy after a storm and landing in a flat area between Corace and Alessi rivers.

A magic and mysterious atmosphere pervades the streets of the ancient urban centre, where thanks to “Taranta and surroundings”, the colors of the ancient calabrian dances shine. Tambourines and accordions play an exhilarating rhythm and the dancers hand down their knowledge to those who want to experiment with dancing. The masters of ceramic tell the history of their ancient craft, receiving the customers in their suggestive workshops, rich in works made with a Byzantine technique.

After a visit to the majestic cathedral, to the museums and to the exhibitions set up for the occasion, you can go up toward the magnificent  Norman castle which dominates from the top of the hill.

Near the ancient castle there are stands of wine and culinary products, whose sweet and strong taste remind the sun of the calabrian country. Finally, in the square opposite the castle, the stage, where on the August 13th the“Skunchiunuti” and the “Mascarimiri” bands performed and the night after it was time for the “Musicanti del vento” and the “Etnosound”.

Visiting these events, that occur all over the place in Calabria, means rediscover the most authentic charm of a land with a millenary past. A region like Calabria, whose history is echoed in textbooks without making noise, whose secret beauties stay unexplored and whose treasures are buried between indifference and ineffectiveness.

Nevertheless something is changing and, in young people  and in intellectuals you can find a desire of revenge and it is hoped that this will be at the heart of a great renewal movement.

Angela Rubino

 

 

“Progetto Fotografico sui Centri Storici di Calabria”, la poesia della quotidianità attraverso l’obbiettivo di Luigi Curti

Antichi centri urbani, vecchie rovine che, mute nel loro immobilismo raccontano di tempi lontani; giochi di prospettive e riflessi; colori vivi; panorami suggestivi. Tutto questo ed altro ancora è il “Progetto Fotografico sui Centri Storici di Calabria”, un reportage fotografico che mostra, agli occhi del fruitore, una Calabria nuova esplorata fin nei meandri più nascosti, dal poliedrico obbiettivo di Luigi Curti.

Il progetto del fotografo di Luzzi, nato nel 2014 con l’intento di mettere in luce le suggestive bellezze dei luoghi di Calabria, ha ricevuto l’ Attestato di “Meriti Fotografici Organizzativi”, durante il 26° Congresso Nazionale UIF (Unione Italiana Fotoamatori), svolto il 23 maggio scorso a Maiori in provincia di Salerno e, a partire ad primo di agosto si trasformerà in una mostra itinerante che vedrà gli scatti di Luigi Curti in esposizione nei castelli di Calabria.

La prima tappa del “Progetto Fotografico sui Centri Storici calabresi nei Castelli di Calabria”, coordinato da Pasquale Demasi, sarà quella del suggestivo Castello Aragonese di Isola di Capo Rizzuto, dove le foto di Curti, che racchiudono immagini relative a circa 40 borghi calabresi, rimarranno esposte dall’1 al 23 agosto.

La mostra sarà l’occasione di riscoprire il fascino dei luoghi legati ad una quotidianità fatta di emozioni autentiche e semplici, lontane dal fragore della frenetica vita moderna. Arte, emozione, vita, colore; sono alcune delle parole chiave di un reportage  unico, che magicamente trasforma in poesia i tratti di un vivere ordinario la cui bellezza può passare inosservata agli occhi di chi non dà a questa terra il giusto valore; ma che l’artista ha saputo cogliere e valorizzare, emozionando il fruitore, che attraverso le immagini può percepire l’anima più profonda della Calabria, con i suoi profumi, i suoi sapori, i gesti autentici dei suoi abitanti, la pace incantata dei suoi scenari.

Insomma una Calabria da riscoprire attraverso l’obbiettivo di un artista dalla grande sensibilità.

Angela Rubino  

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