Come riuscire a scrivere qualcosa in queste ultime ore del 2015 senza essere banali?

È abbastanza difficile, ma correrò questo rischio perché la mia piccola riflessione su questo Capodanno la voglio esprimere.

Sulla rete, in questi giorni circola un bellissimo pensiero di Antonio Gramsci che, riassumendo, parla dell’illusorietà delle date e di tutti quei “paletti” che l’uomo utilizza per scandire le varie fasi della storia e quelle del vivere quotidiano. Gramsci ritiene che la vita è un continuo scorrere e il cambiamento avviene al di là dell’arrivo del nuovo anno: il rinnovamento dev’essere parte integrante del nostro vivere quotidiano.

Sono pienamente d’accordo con questa riflessione, che infrange le pareti di questa ideale bolla in cui viviamo fatta di consuetudini ormai troppo scontate. Tuttavia, credo che festeggiare l’inizio di un nuovo anno possa servire a darci la giusta carica, non per ricominciare tutto d’accapo, ma per riprendere ciò che stavamo facendo con più grinta. Sarà pure un’illusione, ma se partecipare ad una grande festa e stappare lo spumante e brindare insieme alle persone che c’erano l’anno prima e ci saranno nell’anno nuovo, serve a dare a tutti l’idea di una coesione che duri nel tempo e divertirsi insieme può rafforzare l’affetto tra le persone, perché no?

Perché no? Se tutto questo si fa con la consapevolezza che infondo il fiume della vita non è interrotto da dighe che ne bloccano il corso ogni 365 giorni?

E allora, senza prenderlo troppo sul serio, questo Capodanno, brindiamo insieme alle persone care affinché il nostro rinnovamento prosegua anche in questo 2016.

Auguri!

Angela Rubino

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