Accanto alla realtà di un Sud fatto di problematiche profonde che ne ostacolano la crescita, c’è quella di una terra animata da un’intima coscienza civica e da una grande consapevolezza delle sue enormi potenzialità.

Espressione concreta di tale visione è il Cleto Festival, un evento nato nel 2011, che si svolge ogni anno ad agosto nel centro storico di Cleto in provincia di Cosenza.

Grazie all’operosità e all’ingegno dei ragazzi e ragazze dell’associazione La Piazza, un borgo abbandonato riprende vita e si colora di arte e cultura, regalando intense emozioni ai numerosi visitatori.

Le tre giornate del Cleto Festival sono un’occasione unica di promozione per artisti ed intellettuali locali e non solo. Pensato per dare impulso alla buona cultura calabrese, infatti l’evento fa si che le strade del borgo diventino una vetrina per artisti locali emergenti e, al tempo stesso, una cornice ideale per incontri e convegni.

Nei pomeriggi del 19, 20 e 21 agosto di quest’anno si è svolta la quinta edizione e come di consueto, nelle viuzze del borgo gli spettatori sono stati affascinati dalle opere di fotografi e pittori, dalle performance di attori, giocolieri e musicisti e coinvolti nei laboratori di danza e musica popolare, che hanno contribuito alla magia del Cleto Festival, il quale non è solo arte, ma anche riflessione critica su temi attuali.

“Sud” è stato il filo conduttore di questa quinta edizione, che ha puntato i riflettori sul meridione andando oltre i cliché ed evidenziando le realtà positive che con grandi sacrifici mirano a risollevarne le sorti. Particolare attenzione è stata rivolta alla proclamazione di Matera quale “Capitale europea della Cultura 2019”, evento che può rappresentare per la Calabria una concreta occasione di sviluppo anche grazie ai tratti che accomunano la storia, la cultura e le tradizioni di queste terre, da cui può partire un processo di recupero della loro memoria.

Un fattore su cui vorrei porre l’accento è il fatto che, nonostante l’indiscusso valore positivo che il Cleto Festival ha per il territorio da svariati punti di vista, si tratta di un evento autofinanziato, che non gode di alcun aiuto economico pubblico, ma solo del sostegno di imprese private che ne riconoscono la validità.

Solo una gestione politica cieca, mira a fare gli  interessi di pochi e non a favorire realtà che possono divenire concretamente volano di rinascita per la nostra terra, anche perché alimentati dalla passione e dalla voglia di rivalsa di chi ha deciso di lottare per questo obbiettivo.

 

“Cleto Festival”, when politics distances itself from young people’s passion

Next to the South where serious problems prevent development, there’s a land with an intimate civic consciousness and a great awareness of its enormous potentialities. Cleto Festival is a real expression of this.

This festival was born in 2011 and takes place on august in the Cleto’s historic centre (Celto is in the Cosenza district). Thanks to the hard work and the brilliance of the association La Piazza, every year an abandoned village revives through art and culture, giving great emotions to lots of visitors.

Cleto Festival’s three days are a unique occasion, for local artists and intellectuals to promote themselves, as it was thought to support Calabrian good culture.

Indeed, the event makes the country lanes coloring and becoming an ideal show case for meetings and conferences.

From august 19th to  20th, this year, the fifth edition took place and, as usual, in the village small streets the visitors were fascinated by photographers and painters  works; by the performances of actors, jugglers and musicians and by music and dancing workshops, which contributed to the magic of Cleto Festival that isn’t only art, but also critic reflection about current subjects.

“South” was a common thread of this fifth edition, that put the South of Italy at the centre of the attention, going beyond clichés and highlighting the constructive realities that aim to improve its fate. Particular attention was paid to the proclamation of Matera as “European capital of the culture 2019”, an event that can represent an actual opportunity of development for Calabria; even thanks to a number of factors like history, traditions and culture that the two regions have in common. It’s from here that a process of regaining their memory can start.

Nevertheless  the undisputed importance of Cleto Festival from various points of view, I want to stress that it’s a self-funding event, that doesn’t receive any economic support from public institutions (only private companies that believe in its validity provide financial support for it).

Only a blind politic management, can aim to serve the interests of the privileged few, instead of helping realities that can actually become a driving force for our land growth, even because they are promoted by passion and thirst for revenge of people that decided to stay.

Angela Rubino   

 

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