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Viaggio trasversale in una terra misconosciuta

Mese

agosto 2015

“Cleto festival”, quando la politica prende le distanze dalla passione dei giovani [English version below]

Accanto alla realtà di un Sud fatto di problematiche profonde che ne ostacolano la crescita, c’è quella di una terra animata da un’intima coscienza civica e da una grande consapevolezza delle sue enormi potenzialità.

Espressione concreta di tale visione è il Cleto Festival, un evento nato nel 2011, che si svolge ogni anno ad agosto nel centro storico di Cleto in provincia di Cosenza.

Grazie all’operosità e all’ingegno dei ragazzi e ragazze dell’associazione La Piazza, un borgo abbandonato riprende vita e si colora di arte e cultura, regalando intense emozioni ai numerosi visitatori.

Le tre giornate del Cleto Festival sono un’occasione unica di promozione per artisti ed intellettuali locali e non solo. Pensato per dare impulso alla buona cultura calabrese, infatti l’evento fa si che le strade del borgo diventino una vetrina per artisti locali emergenti e, al tempo stesso, una cornice ideale per incontri e convegni.

Nei pomeriggi del 19, 20 e 21 agosto di quest’anno si è svolta la quinta edizione e come di consueto, nelle viuzze del borgo gli spettatori sono stati affascinati dalle opere di fotografi e pittori, dalle performance di attori, giocolieri e musicisti e coinvolti nei laboratori di danza e musica popolare, che hanno contribuito alla magia del Cleto Festival, il quale non è solo arte, ma anche riflessione critica su temi attuali.

“Sud” è stato il filo conduttore di questa quinta edizione, che ha puntato i riflettori sul meridione andando oltre i cliché ed evidenziando le realtà positive che con grandi sacrifici mirano a risollevarne le sorti. Particolare attenzione è stata rivolta alla proclamazione di Matera quale “Capitale europea della Cultura 2019”, evento che può rappresentare per la Calabria una concreta occasione di sviluppo anche grazie ai tratti che accomunano la storia, la cultura e le tradizioni di queste terre, da cui può partire un processo di recupero della loro memoria.

Un fattore su cui vorrei porre l’accento è il fatto che, nonostante l’indiscusso valore positivo che il Cleto Festival ha per il territorio da svariati punti di vista, si tratta di un evento autofinanziato, che non gode di alcun aiuto economico pubblico, ma solo del sostegno di imprese private che ne riconoscono la validità.

Solo una gestione politica cieca, mira a fare gli  interessi di pochi e non a favorire realtà che possono divenire concretamente volano di rinascita per la nostra terra, anche perché alimentati dalla passione e dalla voglia di rivalsa di chi ha deciso di lottare per questo obbiettivo.

 

“Cleto Festival”, when politics distances itself from young people’s passion

Next to the South where serious problems prevent development, there’s a land with an intimate civic consciousness and a great awareness of its enormous potentialities. Cleto Festival is a real expression of this.

This festival was born in 2011 and takes place on august in the Cleto’s historic centre (Celto is in the Cosenza district). Thanks to the hard work and the brilliance of the association La Piazza, every year an abandoned village revives through art and culture, giving great emotions to lots of visitors.

Cleto Festival’s three days are a unique occasion, for local artists and intellectuals to promote themselves, as it was thought to support Calabrian good culture.

Indeed, the event makes the country lanes coloring and becoming an ideal show case for meetings and conferences.

From august 19th to  20th, this year, the fifth edition took place and, as usual, in the village small streets the visitors were fascinated by photographers and painters  works; by the performances of actors, jugglers and musicians and by music and dancing workshops, which contributed to the magic of Cleto Festival that isn’t only art, but also critic reflection about current subjects.

“South” was a common thread of this fifth edition, that put the South of Italy at the centre of the attention, going beyond clichés and highlighting the constructive realities that aim to improve its fate. Particular attention was paid to the proclamation of Matera as “European capital of the culture 2019”, an event that can represent an actual opportunity of development for Calabria; even thanks to a number of factors like history, traditions and culture that the two regions have in common. It’s from here that a process of regaining their memory can start.

Nevertheless  the undisputed importance of Cleto Festival from various points of view, I want to stress that it’s a self-funding event, that doesn’t receive any economic support from public institutions (only private companies that believe in its validity provide financial support for it).

Only a blind politic management, can aim to serve the interests of the privileged few, instead of helping realities that can actually become a driving force for our land growth, even because they are promoted by passion and thirst for revenge of people that decided to stay.

Angela Rubino   

 

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“Taranta e dintorni”, il borgo di Squillace brilla di storia, arte e folclore [English version below]

Tra mito, storia e folclore, ecco che l’estate calabrese offre uno dei suggestivi viaggi tra presente e passato, dove è possibile riscoprire la magia di un borgo, come Squillace, dove dal 2010 si svolge l’evento “Taranta e dintoni”, curato dall’associazione “Aggregazioni” con l’intento di “creare un’occasione unica per poter vivere due giornate (13 e 14 agosto) indimenticabili tra i colori della danza, la gioia della musica, il fascino dell’arte e la tipicità dei prodotti locali”.

Squillace è un borgo le cui origini si perdono nel lungo trascorrere del tempo. La leggenda narra che fu Ulisse a fondarla, quando in ritorno da Troia approdò, dopo una tempesta, in una zona pianeggiante tra il fiume Corace e il fiume Alessi.

Un’atmosfera densa di magia e mistero pervade i vicoli dell’antico centro urbano, che grazie a “Taranta e dintorni” si tingono dei colori delle antiche danze calabre. I tamburelli e le fisarmoniche suonano un ritmo trascinante e le danzatrici trasmettono il loro sapere a chi voglia cimentarsi. I maestri della ceramica raccontano il loro antico mestiere, accogliendo gli avventori nelle loro suggestive botteghe, ricche di opere realizzate con una perizia che affonda le sue radici nella civiltà bizantina.

E dopo una visita all’imponente cattedrale, ai musei e alle mostre allestite per l’occasione, si sale su, verso il maestoso castello normanno che domina dall’alto della collina.

Nei pressi dell’antico maniero si trovano gli stand di prodotti enogastronomici, il cui sapore dolce ed intenso rimanda al sole delle campagne Calabresi. E infine il palco, allestito nella piazza di fronte al castello, dove il 13 agosto si sono esibiti gli “Skunchiunuti” e i “Mascarimiri” e nella serata successiva i “Musicanti del vento” e gli “Etnosound”.

Sonorità, ritmi e ballate profondamente legati alle radici della gente calabra, che hanno accompagnato allegri momenti di danza e aggregazione tra il folto pubblico presente.

Visitare queste manifestazioni, che si svolgono un po’ ovunque in Calabria, significa riscoprire il fascino più autentico di questa terra dal passato millenario.

Una regione, la Calabria, la cui storia riecheggia nei libri di scuola senza fare rumore, le cui bellezze restano inesplorate e i tesori sepolti tra inconsapevolezza e inettitudine.

Tuttavia qualcosa sta cambiando e nei giovani e negli intellettuali si scorge una voglia di rivalsa che si spera sarà alla base di un nuovo, grande movimento di rinascita.

 

“Taranta and surroundings”, the village of Squillace glows history, art and folklore

Calabrian summer offers suggestive journeys among mith, history and folklore, where you may discover the magic of a village  like Squillace. Here, since 2010, the event “Taranta and surroundings” takes place. It is curated by the association “Aggregazioni” and aims to “create a unique occasion to live two unforgettable days (13 and 14 August) among the colors of dance, the joy of music, the charm of art and the local products typical taste ”.

Squillace is an ancient village whose origins are lost in the mists of time. The legend tells that it was founded by Ulixes returning from Troy after a storm and landing in a flat area between Corace and Alessi rivers.

A magic and mysterious atmosphere pervades the streets of the ancient urban centre, where thanks to “Taranta and surroundings”, the colors of the ancient calabrian dances shine. Tambourines and accordions play an exhilarating rhythm and the dancers hand down their knowledge to those who want to experiment with dancing. The masters of ceramic tell the history of their ancient craft, receiving the customers in their suggestive workshops, rich in works made with a Byzantine technique.

After a visit to the majestic cathedral, to the museums and to the exhibitions set up for the occasion, you can go up toward the magnificent  Norman castle which dominates from the top of the hill.

Near the ancient castle there are stands of wine and culinary products, whose sweet and strong taste remind the sun of the calabrian country. Finally, in the square opposite the castle, the stage, where on the August 13th the“Skunchiunuti” and the “Mascarimiri” bands performed and the night after it was time for the “Musicanti del vento” and the “Etnosound”.

Visiting these events, that occur all over the place in Calabria, means rediscover the most authentic charm of a land with a millenary past. A region like Calabria, whose history is echoed in textbooks without making noise, whose secret beauties stay unexplored and whose treasures are buried between indifference and ineffectiveness.

Nevertheless something is changing and, in young people  and in intellectuals you can find a desire of revenge and it is hoped that this will be at the heart of a great renewal movement.

Angela Rubino

 

 

Calabria, “un sogno meraviglioso” divenuto inferno di morte e distruzione [English version below]

Parlare della Calabria ci porta a volte a considerare i suoi lati oscuri, che si intrecciano alle sue meraviglie divenendo l’altra faccia della stessa medaglia.

“Calabria un sogno meraviglioso” è il libro del giornalista e scrittore campano Pietro Nardiello, che rende omaggio alle bellezze della nostra terra, mettendo in luce allo stesso tempo una delle sue gravi criticità: il dissesto idrogeologico. Un problema dovuto proprio alla conformità geografica della Calabria, un territorio dove è possibile passare dal mare alla montagna in pochi minuti.

La stesura del libro si ispira ad un episodio unico che l’autore ha vissuto proprio in Calabria nell’estate del 2000. Un’esperienza ricca di emozioni meravigliose a cui si intreccia anche l’incontro di una donna che sarà l’amore della sua vita. Allo stesso tempo, la Calabria regala a Nardiello un’esperienza devastante, che è la perdita di quei luoghi che lo hanno visto felice, in seguito ad una violenta alluvione, che il 15 settembre si abbatte contro il camping “Le Giare” spazzando via ogni cosa e uccidendo 13 persone.

Episodi come questo sono una triste consuetudine in Calabria. Per questo le associazioni “Universo Minori”, guidata da Rita Tulelli e “Momò” con presidente Pasquale Demasi, hanno promosso un’incontro con l’autore del libro per aprire un dibattito su questa problematica. L’incontro si è svolto a Soverato il 29 luglio.

Tra i presenti, oltre all’autore del libro e agli organizzatori, c’erano  Angela Napoli consulente della Commissione Parlamentare Antimafia; il sindaco di Soverato, Ernesto Alecci; il commissario dell’Unitalsi di Catanzato, Luigi Benvenuto, il regista Enzo Carone e Gugliemo Curatola, presidente della Lega Navale di Soverato. La giornalista Maria Patrizia Sanzo ha moderato l’incontro.

La storia della Calabria è un viaggio millenario tra miti, leggende, arte, cultura, tradizioni dal sapore unico. Ciononostante, essa rivela anche un lato della medaglia triste e sconfortante, perché un popolo come quello calabro, capace di creare tante eccellenze, è anche capace di “violentare” la propria terra, provocando una reazione della natura dai risvolti fatali anche per se stesso.

Eventi come quello svolto a Soverato hanno lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di diffondere il senso civico, affinché tragedie come quella del camping “Le giare” non si ripetano più.

Ma il dibattito su argomenti di questo tipo dovrà essere molto molto intenso, se si è avuta la sfrontatezza di creare un locale notturno, ovvero un luogo dove si beve, si balla e ci si diverte; proprio nell’area dove sorgeva il camping spazzato via dall’alluvione.

Calabria, a “wonderful dream” became a hell  of death and destruction

Speaking about Calabria leads us to considerate its dark sides that twist with its wonders, becoming the other side of the same coin.

“Calabria, a wonderful dream” is a Pietro Nardiello’s book and it exalts our land beauty, but it also focuses on one of its serious critical issues: the hydrogeological instability. A problem related just to Calabria geographical conformation. Indeed here you can pass from sea to mountains in a few minutes.

The book is inspired to a particular episode lived by the author in Calabria in summer 2000. It was an experience full of amazing emotions, like meeting the woman of its life.

At the same time, Calabria gives to Nardiello a devastating experience as the loss of those places where he was happy, after the violent flood that destroyed “Le giare” camping on September 15th and killed 13 people.

Events like this are a somber habit in Calabria. That’s why the associations “Universo Minori” , guided by Rita Tulelli and “Momò” , with its president Pasquale Demasi, promoted a meeting with Nardiello and other authorities to discuss about this issue. This event took place in Soverato on July 29th.

In addition to the writer and the organizers, at the conference there were Angela Napoli, Antimafia Parliamentary Commission consultant ; Ernesto Alecci, mayor of Soverato. Then also participated Luigi Benvenuto, commissioner of the Unitalsi association (section of Catanzaro); the film director Enzo Carone and the Soverato Naval League president, Guglielmo Curatola. The debate moderator was the journalist Maria Patrizia Sanzo. Calabria history is a unique millenary journey among legends, art, culture and traditions. Nevertheless, it also shows another somber, glum side of the coin, because a people that created so many excellences as calabrians, can also “rape” its land, causing a reaction of nature which can be fatal even for the population.

Debates as that happened in Soverato aspire to make people conscious and diffuse civic awareness, so that tragic events like that of “Le Giare” camping don’t happen anymore.

But the discussions about subjects like these must be very very strong, if on the area where occurred the flood that destroyed the camping, a club where people have fun, drinking and dancing, had been built.

Angela Rubino   

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